martedì 27 dicembre 2011

Le sinossi dei cortometraggi (click per vederli)

Bella signora 18'
Il corto è un breve spaccato di vita di una donna di mezza età che prende coscienza di aver superato una soglia e di appartenere alla categoria delle donne che passano inosservate agli occhi degli altri.

Giacomo dell'inquietudine 20'
Il pensionamento “forzato” a causa degli eventi della vita può generare disadattamento e inquietudine.
Riuscire a dare un nuovo senso ai suoi giorni è ciò che preoccupa Giacomo e lo spinge a fare nuove, ma deludenti esperienze. Scoprirà comunque qualcosa di autentico che gli mancava.

Se fosse un caso 15'
Ciò che vorremmo essere e ciò che siamo. L’ipotesi è che il nostro modo di essere dipenda dal caso.
Il film è una metafora: la relazione tra una donna molto anziana, che rappresenta il controllo di sé, e un giovane inesperto, che si affaccia al mondo.

Perdizione 11'
Chi ha una mania la porta sempre con sé e riconosce chi la condivide.
A volte l’incontro tra queste due persone porta alla… perdizione

Cuore di mamma 21'
E’ un racconto surreale, una metafora che appunta l’attenzione sulla ”fierezza” della diversità, che a volte è veramente terrificante.

El tango es sueno 6'
Un uomo e una milonga, dunque un tanguero. Ma un tanguero ossessionato: il tango lo perseguita nel sonno con incubi di ballerine che lo rifiutano. C’è un motivo. Qualcosa gli manca. E quando scopre cosa gli manca, trova una strana soluzione.

ll cuore nei piedi 35’
riflessioni sul tango di Maurizio Mazzotta e Marirò Savoia
Le riflessioni degli autori partono dal considerare i risultati di un’indagine semiseria sul “perché piace il tango” condotta con e tra gli amici tangueri.
Intanto ci si interroga pure sui differenti modi di ballare, sul perché delle coppie fisse, sul tango quando diventa un’ossessione.

Amen 25'
Che i giovani abbiano ideali e che cerchino di realizzarli a costo di sacrifici è meraviglioso. A volte però il sacrificio più duro è sopportato dai loro genitori.

Il viaggio del rimorso
Ispirato alla poesia "Il corvo" di E.A. Poe
Traduzione e adattamento di M. Mazzotta

Una stanza senza contorni, una poltrona viola, una tenda rossa; gli oggetti emergono dal buio illuminato a lampi dalla legna che arde nel caminetto; un vecchio seduto a una scrivania con una lampada accesa su un volume antico.
La voce del vecchio fuori campo racconta di un’apparizione: un corvo, e di come questa presenza inquietante gli abbia riportato una memoria tragica, la scomparsa della donna che ha amato intensamente. La donna che gli chiedeva nella sofferenza atroce del male di aiutarla a morire e di lui che non è stato in grado di aiutarla. E per questo anche per lui si prepara la fine nella sofferenza.